Spam update di settembre: 7 controlli da fare sul sito della tua impresa

Il 24 settembre Google ha avviato un nuovo aggiornamento antispam. Niente panico: ecco sette controlli semplici per capire se il tuo sito è a posto.

Spam update di settembre: 7 controlli da fare sul sito della tua impresa
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Il 24 settembre 2026 Google ha avviato lo spam update di settembre, un aggiornamento che riguarda tutte le lingue e tutti i Paesi. Il rilascio richiede fino a due settimane: in questi giorni qualche sito può vedere oscillazioni di posizionamento. Lo stato aggiornato si segue sulla dashboard ufficiale di Google Search.

Lo stesso giorno Google ha anche annunciato nuovi dati in Search Console sulla ricerca multimodale, cioè le ricerche fatte con immagini, nei report sul rendimento (annuncio sul blog di Google Search Central). Un segnale chiaro: Google guarda sempre di più a come le persone cercano, non solo a cosa scrivono.

Gli spam update colpiscono davvero le PMI?

Questi aggiornamenti migliorano i sistemi automatici che individuano le pratiche vietate dalle norme anti-spam di Google. Un sito aziendale curato, con contenuti scritti per i clienti, di norma non ha nulla da temere. I problemi nascono quando, a volte senza saperlo, il sito ha accumulato scorciatoie del passato o è stato compromesso.

I 7 controlli che consigliamo

  1. Apri Search Console. Controlla la sezione "Azioni manuali" e "Problemi di sicurezza". Se sono vuote, è già un buon segno. Se non hai accesso a Search Console del tuo sito, questo è il primo problema da risolvere.
  2. Cerca pagine che non hai creato tu. Prova a cercare su Google site:tuodominio.it e scorri i risultati: pagine in altre lingue, prodotti che non vendi o testi senza senso possono indicare un sito violato.
  3. Pagine "città per città" tutte uguali. Decine di pagine identiche in cui cambia solo il nome del comune sono una pratica a rischio. Meglio poche pagine vere, con informazioni concrete sulle zone che servi davvero.
  4. Contenuti generati in massa. Usare l'AI per scrivere non è vietato; pubblicare in automatico decine di articoli senza revisione, solo per occupare parole chiave, sì. Ogni contenuto dovrebbe avere un motivo per esistere.
  5. Link comprati o scambiati. Pacchetti di link a basso costo e scambi sistematici sono tra i primi segnali osservati. Se in passato qualcuno li ha acquistati per te, valuta con un professionista cosa fare.
  6. Testi nascosti e reindirizzamenti strani. Parole chiave bianche su sfondo bianco, redirect verso altri siti dal telefono: spesso sono residui di vecchi plugin o di attacchi.
  7. Aggiornamenti e plugin. CMS, tema e plugin non aggiornati sono la porta d'ingresso più comune per lo spam iniettato. Un sito non manutenuto è un rischio sia per la sicurezza sia per la visibilità.

Se noti un calo, non agire d'istinto

Aspetta la fine del rilascio prima di trarre conclusioni e confronta i dati su periodi omogenei. Un calo può dipendere da molti fattori: stagionalità, un concorrente più forte, un problema tecnico. Per questo i dati vanno letti con criterio: ne parliamo in GA4 per PMI: eventi utili, non dashboard decorative.

Ricorda anche che per un'attività locale la visibilità passa molto dalla scheda su Maps: Google Business Profile è la base della SEO locale.

Il prossimo passo

Se non sai da dove cominciare, o non hai accesso agli strumenti di Google del tuo sito, possiamo fare un controllo insieme: vedi il nostro servizio SEO locale e posizionamento oppure scrivici. Partiamo da ciò che serve, senza promesse di prima posizione.

Prossimo passo

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Un confronto breve basta per capire se serve sito, social, reputazione o un pezzo di processo.

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